domenica 2 dicembre 2007

LUCCA COMICS 2007

Per la serie non è mai troppo tardi... il report!
Il party di Self Comics a Lucca ormai è un'abitudine consolidata. Un ottimo punto di partenza per raccontare questa Lucca trascorsa. Lo sguardo perso nella corrente di volti, osservo i miei amici ballare, bere e parlare. Parlo anch'io. Ratigher è bello carico e si lancia in uno stage diving durante l'esibizione della band di King Simon: si rompe un dito (mignolo), ma è solo alla mattina del giorno dopo, in albergo con noi Iukkers (in amena località termale a 8 km da... Pisa!!!) , che incomincia a mettere a fuoco che forse è meglio dargli una sistematina.
Al party (Giacon al dj set!!!) un demente pieno come una bomba scoccia a più riprese il nostro Maicol, Maicol anziché impacchettarlo con tanto di fiocco lo mette tranquillo e dopo poco si abbracciano. Miracoli dell'alcol, scuola di diplomazia alle 2 di notte. Gli astanti sono meravigliati, i gorilla del locale poco convinti, tanto che dopo poco il demente riattacca a rompere con altri e lo impacchettano loro. Sic transit gloria gaynor (Semerano rulez).
Lucca. Piazza Napoleone. Stand degli editori. Black Velvet.
Come un morto per quattro giorni. Già dal primo giorno. La stesura finale di Smilodonte, annessi e connessi Black Velvet, viaggio montaggio stand e bypass a quello di XL mi hanno steso di brutto. Quando non sono a Black a dedicare Smilodonte e tenere il forte in compagnia di Omar, Francesco, Otto, Ottavio, Massimo e Luana, sono a XL. Il deambulo mi è sempre più faticoso.
Vedo volti, bocche pronunciano il mio nome, mi chiamano. Non sono assente, ci sono. Solo sono dentro un ipercubo compreso nello spazio tra la mia mente e il nulla. Ogni tanto apro la porta dell'ipercubo e sbircio.
Rimpallo per dedicare Resistenze allo stand dei BeccoGiallisti, fortuna che è davanti al nostro.
Come un pugno, i neon mi pesano addosso mentre il brusio continua a salire.
Sabato 3 novembre c'è lo showcase di Smilodonte, che è davvero riuscito bene, merito soprattutto di Dario Dino-Guida che si è prodigato perché tutto fosse al meglio, ponendomi domande davvero stimolanti. Grazie Dario e grazie Eleonora. Il pubblico c'è ed è molto attento, sono venuti a trovarmi anche un po' di miei allievi: Luca, Dario, Belinda e Massi.
Allo stand di XL siamo al gran completo, tutti e 10 gli Iukkers macinano disegni su disegni, ci alterniamo tra dediche e toyz da customizzare, in compagnia di un esercito tra fumettisti e designers. Luca [the Lordz of The Walley of the Cakes] intrattiene l'ospite d'onore Gary Baseman. Lorenza e Alessandra sono delle presenze scattanti (Click click). On the other side of the galaxy (vista la spessa coltre di carne vociante che ci separa) ci sono Max e gentile mogliettina del Betty & Books e quelli di AtomPlastic e i loro bellissimi store, mentre in fondo al banco delle dedicaces Diavù (sempre sia lodato) ha allestito lo spazio MondoPop, la nuova creatura sua, di Serena e Ila. E se non siete sazi del sito clickate QUI per il myspace, dove potrete trovare e acquistare tutti gli art-toyz realizzati da noi Iukkers e dai performing cartoonist lucchesi [un po' di sana pubblicità]!!!
Menzione speciale a: Squaz (ora papà! Acquista la action figure dello Zamuro incinto) aureolato di santità per avermi come sempiterno compagno di stanza in albergo durante le trasferte di XL!!!
E un grazie speciale a tutti i fanz e amici che sono venuti a trovarmi, vecchi e nuovi, grazie in particolare a Laura Rocchetti McCoy e al suo laboratorio genetico, a Che e alla sua banda e a chi, pur non potendo esserci, ha inviato amici a comprarsi Smilodonte. Grazie e a presto! Scrivete!
Le foto sono state arrubate come di consueto a Roi Ruager e Lorenza Biasi. Un giorno mi comprerò una digicam, sì? Chissà.
Stay tuned.

sabato 1 dicembre 2007

I WAS BORN ON PLANET EARTH III

DIE DIE DIE my darling

You had a chance, you did not try, so now is time to watch it die!
(Bad Religion, Watch it die from Recipe for hate 1993).

lunedì 26 novembre 2007

BALKAN TWILIGHT

Posto qui in anteprima una delle mie tre tavole che contribuiscono all'antologia serba Balkan Twilight edita da Vlada Palibrk e dedicata alle mitologie dei balcani. Enjoy!
Presto il report lucchese e quello di Bruxelles.
Stay tuned.

martedì 20 novembre 2007

BRUXELLES, NOVEMBRE

Nella splendida cornice della Piola.Libri mercoledì e giovedì Black Velvet Editrice e BeccoGiallo Edizioni, reduci dalla kermesse lucchese presenteranno le loro novità. Troverete a fare gli onori di casa Jacopo e Nicola, in compagnia del sottoscritto, di Otto Gabos e del diabolico Massimo Semerano. Per i BeccoGiallisti invece ci saranno il dinamico duo Guido Ostanel & Federico Zaghis in compagnia di Davide Pascutti.
Mostra, dediche, djset, vino e stuzzichi a partire dalle 18.27.
Vi attendiamo numerosi.
Stay tuned.

giovedì 8 novembre 2007

VERONARCANA III

Il nuovo capitolo delle avventure di Cristiano Sepolcro, per la gioia di Marcito Corona e dei fan del mio esorcista e stregone veronese. Per le precedenti storie, clickate QUI.
Buona lettura, presto posterò un po' di report da Lucca.
Stay tuned.


I fantasmi all’Opera

© Alberto Corradi 2007

L’ombra era immensa.
Come nave in tempesta, il manto colossale era una vela sbrindellata dalla furia dei venti, il corpo carena logora da millenni di scogli, il petto una santabarbara d’odio.
L’orrore procedeva caracollando per i ciechi meandri dell’edificio.
Non buttava suoni, non produceva rumore.
La sua presenza macchiava come pece le mura, i contorni del corpo sfocati, nulla che si potesse dedurre se non una paura confezionata con cura certosina, qualcosa che non si vorrebbe mai fronteggiare.
A tratti, di sotto la caligine delle vesti baluginavano lunghi rasoi, cose che apparivano mani, poi dita e infine artigli, falangi lunghe fino a terra, aratri d’osso che raschiavano di buio il suolo dell’anfiteatro.
Non le sentiva nessuno.
Le urla.
Ma lui sì. Lui sì.
Secoli di sangue e implorazioni, lacrime.
Uomini, donne, bambini.
Anche le bestie piangevano.
Cavalli, leoni, coccodrilli.
Tutti intonavano la sua litania, il suo carme.
Un’opera composta da sommessi respiri, rantoli disperati in attesa di quel lungo interminabile attimo che precede la Morte.
L’orrida presenza diafana percorreva le cavee e non si dava pace, sorda per i lamenti di chi morì in quel luogo d’orrore in cui ora alte brillavano le voci. Le voci argentee che trascoloravano il suo odio, che da nero lo portavano a una tonalità di rosso intenso, rosso come il liquido prezioso che iniettava di veleno il motore del suo essere disgregato, rosso come gli occhi della vendetta.
L’ombra percorse il circuito dell’Arena per l’ennesima volta, inseguendo i suoi passi furiosa.
Poco, ancora poco!

Il Maresciallo Trebaseleghe andava avanti e indietro nervoso, abbaiando qualche ordine ai suoi uomini che piantonavano gli ingressi, più interessati alle scollature delle dame che all’effettiva sicurezza del pubblico. In fin dei conti, era come al solito, la solita routine.
Era la Fine di Ottobre, la Notte già fatta. La grande cupola di legno, titanio e pelle sintetica foderata in neoprene chiudeva l’Arena permettendone il riscaldamento. Pareva ne esistesse una simile al tempo dei Romani… “Cosa avrebbe fatto certa gente per vedere un po’ di sangue”, si disse.
La folla si accalcava intorno alle cavee per entrare. La serata si preannunciava ghiotta, con il celebre tenore Simone Gastaldi che interpretava uno dei suoi cavalli di battaglia, Radames nell’Aida di Verdi. L’anziano militare si sentiva inquieto quella sera, ma era sempre inquieto la notte di Ognissanti. Accadeva di tutto a Verona tutti i giorni, ma quella notte tutto era sempre il meno da aspettarsi.
Trasalì per un attimo, scosso da una voce familiare che lo apostrofava.
“Ehi Trebaseleghe.”
Cristiano Sepolcro si presentò al vecchio amico sfoggiando un paio d’occhiali da sole a spoiler, le lenti nere al punto che non si scorgevano gli occhi dello stregone di sotto. Silvia era lì con lui, avvinghiata al suo uomo, il viso sottile sprofondato nella giacca di pelle di Sepolcro. Gli sorrideva dolcemente.
“Cos’è questa mascherata Cristiano, facciamo gli eccentrici?” Sogghignò il maresciallo.
“Magari. Non la vedi la luce, vero?” Teneva lo sguardo puntato sull’Arena.
“Lu… Luce?” Trebaseleghe s’era sentito morire il sorriso dentro, non era possibile, c’erano disgrazie d’ordine soprannaturale in arrivo. Si girò boccheggiando verso il monumento.
“E’ accecante. – Lo incalzò l’esorcista, medium e stregone. - Una colonna di luce che si innalza come un raggio, che sbianca la città tutta. Se non avessi questi occhiali morirei per lo shock. Credo.”
“Una colonna? Ma…”
“Fammi passare Francesco, dai l’ordine ai tuoi uomini.” Il maresciallo faceva quasi tenerezza nel suo attonito stupore. Cristiano non se ne rese conto. Qualcosa in lui quel giorno era diverso.
Mentre Cristiano ignorava l’anziano militare, l’altro osservava quasi commosso il giovane che, ancora bambino, aveva salvato dalle fiamme che lo stavano divorando. Gli si era precipitato così, tra le braccia, urlante. Il padre, convinto che il figlio fosse un demone, un indemoniato o vittima di una qualche assurda maledizione, aveva pensato di mondare col fuoco quella sciagura che portava dalla nascita sul corpo strani arabeschi, simili a tatuaggi.
Aveva afferrato il corpicino, avvolgendolo nella giacca e tenendolo fermo a terra con tutta la delicatezza possibile, mentre lo spegneva. L’aveva tenuto stretto a sé a lungo, un fagottino scosso dalle lacrime e dalla sofferenza, mentre i colleghi salivano a prelevare il disgraziato genitore. Ma quello aveva ben pensato di appendersi per il collo a una trave, convinto di essere riuscito a sterminare la sua progenie. Il bambino guarì presto, le ustioni sparirono, il bambino crebbe, e divenne uomo.
Un uomo che faceva rabbrividire, ma a cui era affezionato e che ora lo fissava di sotto le lenti.
“Ah, e vai a casa, mettiti in salvo. Forse qua scoppia tutto.”
“Scoppia? Co…” Troppo tardi, l’esorcista s’era infilato diritto immezzo alla folla, e già parlottava con uno degli appuntati a presidio di una cavea. Indicando vagamente in sua direzione, mentre l’altro fesso annuiva timoroso.
Trebaseleghe sospirò mesto, ammiccando di rimando al sottoposto, a conferma che tutto era a posto.

Cristiano irruppe nel camerino con poca della grazia che lo aveva sempre contraddistinto, mentre Silvia indugiava sulla porta, discreta come sempre.
“Simone Gastaldi?”
Il massiccio tenore addobbato come un antico egizio smise di contemplare nello specchio il proprio volto pesantemente truccato, gli occhi imbellettati, i piccoli baffetti arricciati e ossigenati.
“Lei chi è? Un fan? La sicurezza cosa fa… è forse un amico del mio agente?” Sbottò in direzione del giovane di nero vestito.
“No. La lirica mi fa schifo. A parte Corelli. Ma sono qui per salvarle la vita, non certo a disquisire di librettistica o bel canto. A quello ci pensano gli invasati che brulicano sopra le nostre teste.”
“Lei chi sarebbe?”
“Un esorcista in occhiali da sole di sera tarda in un’area non autorizzata che parla con un pallone aerostatico sul punto di esplodere.”
I melomani si accalcavano nelle cavee dell’Arena. Sepolcro percepiva la loro eccitazione attraverso le pareti. E non solo quella.
“Come si permette! Come osa!” Squittì il tenore.
“Se non vuole morire faccia saltare la prima, qualcosa di orribile sta per accadere. A lei.”
“Se ne vada! Se ne vada!!!”
“Mi creda. Desista. Ora.”
“Fuori!!! Fuori!!!”
Cristiano se ne andò senza salutare.
Nessuno era accorso agli strilli concitati del tenore. Nessuno di umano.
L’ombra si parò loro innanzi appena misero piede fuori dal camerino. Immensa. Li sovrastava. Cristiano scostò da sé Silvia, che andò a rifugiarsi sotto un basso arco.
Il buio rivestiva l’Essere come un lungo mantello: era incredibilmente elegante per essere un Orrore di tali proporzioni. I contorni dell’ombra si agitavano spasmodici, in attesa di abbrancare l’inatteso visitatore. Lo stregone e il Fantasma si confrontarono per attimi interminabili, sotto lo sguardo attento di Silvia. Poi l’entità si allontanò strascicando il passo, con un gesto quasi di stizza.
Sepolcro trasse un lungo sospiro.

Cristiano si aggiustò gli occhiali uscendo all’aperto.
“Cristiano, perché ti sei comportato così? Hai fatto infuriare Gastaldi, hai lasciato andare il Fantasma, mi vuoi spiegare?” Silvia era sbigottita.
“Per convincerlo avrei potuto raccontargli di sua sorella, che credette morta durante la Guerra perché una bomba centrò il tetto della Scuola Elementare dove si era rifugiata con la tata di famiglia. Del come invece sia viva ma storpia, e abbia trascorso dieci anni in un istituto di igiene mentale in seguito allo shock subito per lo scoppio. Di come abbia urlato disperata, per ore, di sotto il peso opprimente del cadavere della donna, decapitato dallo spostamento d’aria.
Potrei tornare indietro, scusarmi per le pessime maniere e dirgli molte cose. Ma non gli dirò nulla.”
“Tu… sai davvero queste cose?”
“Prima di uscire di casa ho inghiottito un frammento di un testo sacro di un tempo remoto, scritto in lingua arcana in una città perduta e dal nome talmente antico e maligno che ti scoppierebbero i timpani solo a udirne il nome. Altro che le stecche di quel citrullo. Posso sapere ogni cosa di tutto, ancora per qualche minuto. Poi starò orribilmente per qualche giorno.”
Alle loro spalle, l’anfiteatro rimbombò del suono degli orchestrali, l’Opera andava a iniziare.
“Non farai nulla allora???”
“C’è gente venuta per uno spettacolo, là dentro. E avranno uno spettacolo. Indimenticabile.”
“Cristiano! Lascerai che venga fatto a pezzi un innocente davanti a una folla?”
Sepolcro si sfilò gli occhiali.
Le sue pupille erano color dell’oro, fredde come le nere sfere che roteano nell’occhio degli squali quando azzannano la preda. Senz’anima. Ciò che era nella pergamena antica ora era in Cristiano, lo possedeva. Apparentemente.
Silvia si riebbe presto dallo sgomento, stava per dire qualcosa quando Cristiano la precedette.
“Amore. So che non sembra, ma sono ancora io. Mi spiace, ma per fermare quella cosa, per placarla, si dovrebbe bruciare l’intera città e forse nemmeno allora sarebbe finita. Non è una sola cosa, è un’entità multipla. Nella sua ombra racchiude i morti nelle Naumachie romane, gli schiavi sbranati dalle fiere, le fiere stesse lasciate a morire di fame e malattia, i cavalli finiti con le gambe spezzate nei giochi e privati di un gesto di carità, eretici che i nostri concittadini secoli addietro fecero alla graticola per farsi togliere una scomunica e tanto, tanto ancora. E’ un condensato d’orrore. Non c’è verso di fermarlo. L’ho capito non appena ho percepito la presenza del Fantasma nel camerino di Gastaldi. E’ ovunque nell’anfiteatro. Mi addolora, ma è così. Mi sono fatto cacciare apposta. Sarà lui a saldare per stanotte il debito che la città ha con i morti che abitano l’Arena. Per salvarlo dovrei esorcizzarli uno per uno, e parlano infinite lingue. Sono centinaia.”
Gli occhi d’oro di Sepolcro presero a piangere. Un rivolo lungo e denso di lacrime spettrali, che trascinava con sé il tempo stesso. Un fiume in piena.
“Non è colpa di nessuno se hanno voluto inaugurare la nuova cupola proprio il giorno di Halloween. Ma questo giorno che si innesca di notte è dei morti, non dei vivi.”
Silvia teneva delicatamente tra le mani il volto di Cristiano. E annuì piano, sospirando.

Si allontanarono abbracciati, mentre i primi gorgheggi si aprivano sulla notte come i panneggi di un sipario si dispiegano innanzi a un pubblico bramoso.

martedì 30 ottobre 2007

THE DARKSTORE!!!

Here they are, the tshirts from Kingdom of Silence. Released by Lucas Almeida in Carcavelos (Lisbon), Portugal. The few ones still avalaible here in Italy are on sale inside MondoPop store in Rome. If you want more, just click on Lucas site or email him at lucasmalucas@hotmail.com cheap prizes!!!
About Silkscreen art prints: a huge 4 colours one is about to be released, always in Lisbon, Portugal. ... In the meantime enjoy a smaller one, always printed by the always excellent Mike Goes West. Ask for it!!! Awesome ridicolous price!!! Limited edition!!! Just 80 copies and after no more!!!
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Ebbene sì, un progettino che cullavo da tempo: uno store on line dove trovare i gadgets, e non solo, dei vostri disegnatori preferiti italiani e stranieri, dal libro alla t-shirt!!! Presto uno spazio dedicato apparirà su Ossario.
Eccoci qui con le prime cosucce, le t-shirt di Regno di Silenzio prodotte da Lucas Carcavelos, calde calde dal Portogallo, nazione da cui presto proverranno anche due serie due di serigrafie a tiratura limitata, stampate dalla premiata ditta Mike Goes West e sempre ad opera del sottoscritto.
Le tshirt sono serigrafate anch'esse, e a Lucca avrò alcuni esemplari, quelli con le fiamme!!!
Se arrivate primi allo stand della Black Velvet ve le potrete aggiudicare, magari condendole con la lettura di Smilodonte, uscito oggi dalla tipografia!
Ci si vede a Lucca Comics & Games dove mi darò all'ubiquità totale, dallo stand Black a quello di XL, passando da quello di Nicola Pesce Editore ovviamente per Regno e BeccoGiallo per dedicare Resistenze.
Le novità saranno, oltre a Smilodonte, un nuovo capitolo di Mostro & Morto sulle pagine di XL, una storia breve su Monstars 2 e un pezzo sulla Banda Desenhada portoghese su Scuola di Fumetto, oltre alla tradizionale cover del catalogo Black!
Stay Tuned.

giovedì 25 ottobre 2007

PAUL RAVEN IS DEAD

Dopo la morte di Lady Jaye degli Psychic TV un altro membro di una delle band che più hanno significato per me in tutti questi anni, Paul Raven dei furiosi Killing Joke, se ne è andato.
Mi mancherà la potenza del suo basso.
Keep on the Wardance, Paul.
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After the death of Lady Jaye from Psychic TV another member of one of the most important bands in my life, Paul Raven from the furious Killing Joke, left us and this dimension.
I'll miss the power of his bass.
Keep on the Wardance, Paul.